PRK (photorefractive keratectomy)

E’ la tecnica più usata per correggere  miopia, astigmatismi ed ipermetropie e che ancora consente la migliore (quasi assoluta) precisione nei risultati refrattivi. Può essere associata ad un trattamento definito “custom”: con uno speciale strumento (aberrometro) si misurano le irregolarità della messa a fuoco del sistema diottrico dell’occhio: le rilevazioni vengono trasmesse al laser ad eccimeri che provvederà ad eliminarle insieme al difetto di vista. Questo consente una qualità di visione molto precisa che può andare oltre i 10/10. La PRK può essere eseguita in modalità TRANSEPITELIALE (senza toccate l’epitelio corneale) quando si ha a disposizione lo strumento idoneo come al Poliambulatorio Chirurgico Modenese.

Anestesia: topica cioè con alcune gocce di collirio.

Intervento: dopo aver apposto il blefarostato, un apposito strumento che aiuta l’occhio a restare aperto, il dott Andrea Ascari prepara la superficie della cornea asportando meccanicamente lo strato più esterno, l’epitelio. Attiva quindi sul laser il sistema di inseguimento dell’occhio che consente di mantenere centrato sulla pupilla il trattamento. Il fascio laser vaporizza il tessuto portando la curvatura corneale al valore desiderato in modo veloce (dura pochi secondi) e indolore. La fase finale del trattamento, consentito dai laser ad eccimeri del Poliambulatorio Chirurgico Modenese, è la PTK (fotocheratectomia terapeutica): la procedura leviga la superficie corneale per ottenere una qualità di visione migliore. Viene quindi applicata la lente a contatto terapeutica per proteggere l’occhio e permettere al paziente di essere autonomo nelle attività quotidiane. L’intervento è così terminato e, qualora il difetto visivo fosse bilaterale, si passa al secondo occhio. Non vi è ricovero e alla fine, il paziente può tornare a casa. Il rischio operatorio, qualora esistano i presupposti strutturali, è praticamente nullo. Le nuove tecnologie poi (SCHWIND 1050), a differenza delle precedenti, permettono di eseguire la tecnica TRANSEPITELIALE nella quale l’ epitelio corneale non viene asportato manualmente ma si esegue direttamente il trattamento. Ciò permette tempi di recupero più brevi rispetto alla PRK tradizionale e quindi un minor fastidio postoperatorio.

Decorso post-operatorio: l’asportazione dell’epitelio determina un fastidio la cui entità è molto soggettiva, è normale avvertire lacrimazione, fastidio alla luce, gonfiore delle palpebre, visione annebbiata per 3-4 giorni. La terapia è locale con colliri antibiotici, antinfiammatori,  lacrime artificiali e compresse di antidolorifici. In alcuni casi vengono prescritte vitamine specifiche per aiutare la riepitelizzazione da assumere per via generale (compresse). Tolte le lenti a contatto dopo circa 5 giorni, la terapia continua con gocce di antinfiammatorio e lacrime artificiali. La visione, abbastanza buona fin da subito, migliora nell’arco delle settimane, il paziente può riprendere le normali attività quotidiane dopo una settimana dall’intervento. Deve prestare attenzione a proteggere gli occhi da polveri, agenti chimici per circa 1 mese e dai raggi ultravioletti (usando occhiali da sole protettivi) per 6 mesi.

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