IL GLAUCOMA

Questa sezione si articola in:

  1. definizione di glaucoma.
  2. come si fa diagnosi di glaucoma.
  3. come si cura il glaucoma.

Definizione di glaucoma. 

E’ una patologia del nervo ottico (neuropatia ottica progressiva): le fibre nervose sono danneggiate in modo progressivo e permanente determinando un peggioramento della capacità visiva, inizialmente nella periferia del campo visivo per poi arrivare (se non curato) alla cecità. Le alterazioni del nervo ottico sono di norma associate a valori di pressione oculare aumentata.

La pressione dell’occhio, distinta da quella arteriosa, è determinata dall’umor acqueo, la sostanza deputata a mantenere la forma sferoidale del bulbo. In condizioni di normalità vi è un equilibrio tra sistemi di produzione dell’umor acqueo (processi ciliari), distribuzione (camera posteriore-pupilla-camera anteriore, angolo camerulare) e deflusso (trabecolato, canale si Schlemm, sistema venoso).

Non esiste un valore assoluto di normalità del tono oculare: vi sono variabili individuali per cui a parità di misura possono o meno manifestarsi danni al nervo ottico.

Sintomi: dipendono dal tipo di glaucoma, in quello più diffuso (glaucoma ad angolo aperto) il paziente si accorge del problema quando è già tardi cioè quando inizia a vedere peggio. Altri sintomi possono essere aloni intorno alle sorgenti luminose, annebbiamento del visus al risveglio, dolore intenso all’occhio.

I TIPI DI GLAUCOMA

Il glaucoma cronico ad angolo aperto

Il glaucoma cronico ad angolo aperto

E’ il tipo più comune, ha come causa determinante un cattivo funzionamento (legato all’invecchiamento) del trabecolato: riducendosi il deflusso dell’umor acqueo a parità di produzione, aumenta la pressione all’interno dell’occhio con danni alla zona di minore resistenza del bulbo che è quella della papilla ottica.
La caratteristica più subdola è quella di non dare alcun sintomo: è per questo che è importante sottoporsi ad una visita oculistica completa periodicamente durante la quale il medico effettua uno screening del glaucoma (pressione oculare e stato di salute delle strutture anatomiche).


Il Glaucoma ad angolo chiuso

Il Glaucoma ad angolo chiuso

L’angolo è la porzione di occhio posta tra iride e cornea, se la sua dimensione è ridotta non consente all’umor acqueo di defluire normalmente. Anche questo tipo di glaucoma ha una progressione lenta, ma in pazienti anatomicamente predisposti può intervenire un attacco acuto di glaucoma: se la pupilla si dilata particolarmente, l’iride si addossa alla cornea ostruendo completamente l’angolo; il tono endooculare si alza improvvisamente e notevolmente. Possono esservi diverse cause che dilatano la pupilla: condizioni di buio, farmaci (per il mal d’auto o per la prostata, antidepressivi o in preparazione ad interventi chirurgici), emozioni improvvise e l’uso di alcune sostanze come the, caffeina.

Il paziente ha come sintomi: visione di aloni colorati intorno alle sorgenti luminose, dolore oculare intenso e cefalea (talvolta talmente forti da dare nausea o vomito), visione annebbiata. Il trattamento deve essere immediato: in caso contrario il danno irreversibile alla capacità visiva può essere notevole.

Il glaucoma a pressione normale

In questo particolare tipo di glaucoma, nonostante la pressione sia a livelli di norma, si ha comunque un danno al campo visivo probabilmente per una cattiva irrorazione sanguigna del nervo ottico.

Sindrome da esfoliazione

In alcuni pazienti affetti da cataratta si ha anche un rialzo della pressione oculare dovuta alla perdita di alcune cellule del cristallino che vanno ad ostruire il trasecolato. La chirurgia della cataratta risolve anche l’ipertensione.

Il glaucoma pigmentario (frammenti dell’iride nel trabecolato) e il glaucoma congenito (il bambino presenta fotofobia, lacrimazione ed un eccessivo diametro corneale), sono forme spesso ereditarie e piuttosto rare.

 

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