DIAGNOSI DI GLAUCOMA

E’ importante sottoporsi a visita oculistica dopo i 40 anni e quando in famiglia vi sono consanguinei affetti da questa patologia perché il glaucoma, purtroppo, in molti casi non da sintomi.

La diagnosi oggi può essere veramente molto precoce ed accurata, il protocollo adottato dal Dott Andrea Ascari presso il Poliambulatorio Chirurgico Modenese, centro per la diagnosi ed il trattamento del glaucoma, prevede i seguenti esami:

1. LA TONOMETRIA: è la misura della pressione endoculare (tono oculare), viene misurata a tutti i pazienti come screening con il tonometro a soffio. Lo strumento, che non prevede contatto diretto con l’occhio, rileva la pressione grazie ad un piccolo getto di aria. Quando i valori sono sopra lo standard, il Dott Andrea Ascari verifica il valore con il fonometro ad applanazione: al paziente vengono instillate alcune gocce di anestetico ed applicato un colorante fluorescente; viene quindi appoggiato all’occhio un piccolo cono di materiale plastico che, collegato alla lampada a fessura, dà una misura del tono più precisa ed affidabile.
La pressione media (nella nostra popolazione) è intorno a 16 mm di mercurio, ma proprio per le variabili soggettive di tollerabilità alla pressione endoculare, la sola misura del tono non è sufficiente ad escludere la patologia.

2. LA VALUTAZIONE DEL FONDO OCULARE
E’ una ispezione visiva della papilla, la zona più delicata della retina, il punto dove le fibre vanno a formare il nervo ottico. Nei pazienti glaucomatosi la papilla ha un aspetto caratteristico: più sottile nei bordi, con un maggiore avvallamento al centro (escavazione) e meno colorata (più pallida).

3. LA PERIMETRIA
La campimetria computerizzata è un esame indolore che valuta sia la quantità di campo visivo (porzione di spazio percepita mantenendo lo sguardo fermo) che la sua funzionalità e riesce quindi a dare un quadro dello stato di salute di tutto il nervo ottico. Si esegue facendo appoggiare il viso del paziente su una mentoniera davanti ad uno schermo a cupola nel quale appaiono stimoli luminosi puntiformi di intensità decrescente: il paziente, che fissa un punto centrale di riferimento, deve segnalare quando li vede premendo un pulsante. Il referto dell’esame è una mappa perimetrica in cui le aree scure (scotomi) rappresentano il danno glaucomatoso, altri indici possono monitorare nel tempo l’efficienza del nervo ottico. E’ bene però ricordare che il campo visivo rileva uno scotoma quando l’alterazione nervosa è già avvenuta e in maniera importante: si stima che sia di almeno il 30% delle fibre.

4. LA GONIOSCOPIA
L’esame dell’angolo irido-corneale si effettua con una particolare lente che viene applicata all’occhio già anestetizzato con collirio, verifica la pervietà del canale di scarico dell’umor acqueo attraverso il trabecolato.

5. LA PACHIMETRIA CORNEALE
La misura dello spessore della cornea si effettua in anestesia topica (collirio con una piccolissima sonda ecografica delle dimensioni di una penna).
La pachimetria media è di circa 540-550 micron, valori superiori o inferiori possono falsare in eccesso o in difetto la misura tonometrica sia a soffio che ad applanazione.

6. DIAGNOSTICA PER IMMAGINI.
il Poliambulatorio Chirurgico Modenese è dotato delle più aggiornate tecnologie per lo studio della retina e del nervo ottico, indispensabili per integrare gli esami più tradizionali ed avere una diagnosi precoce di glaucoma oltre ad un suo monitoraggio nel tempo.

L’OCT è una tomografia degli strati della retina, un sottile raggio luminoso fa una scansione degli strati della retina fornendo immagini dettagliate di ogni singola struttura. In pochi secondi ed in modo indolore è possibile ottenere una mappa ad alta definizione della retina.

L’HRT- II (tomografo retinico laser Heidelberg) è dedicato alla tomografia del nervo ottico: misura lo spessore delle fibre nervose ed è talmente sensibile da segnalare eventuali alterazioni funzionali ancora prima che si evidenzino nella campimetria. E’ indolore (si tratta di un fascio laser) e non richiede la dilatazione della pupilla.

Il GDX sfrutta un sistema di luce polarizzata per misurare e fotografare lo spessore delle fibre nervose nella porzione retinica interessata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

E' possibile utilizzare questi HTML tags e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

cancella il moduloInvio