La Retinopatia Diabetica

Il diabete mellito è un disturbo metabolico caratterizzato da un aumento non transitorio  dei valori glicemici ematici ( cioè la concentrazione nel sangue di uno zucchero detto glucosio), secondario alla mancanza di un ormone , chiamato insulina, e/o alla sua ridotta efficacia.
Il diabete mellito può essere insulino dipendente (IDDM) o non insulino dipendente (NIDDM), più semplicemente definiti rispettivamente diabete mellito tipo 1 e diabete mellito tipo 2 .
In Italia i diabetici sono circa 3 milioni,ed il 25% di tutti i diabetici è affetta da retinopatia diabetica ( 750.000).
Il diabete causa un’alterazione dei vasi sanguigni in tutto il corpo, in  particolare  le arteriole precapillari, i capillari e le venule post capillari, cioè i vasi più piccoli del nostro sistema arterioso, detta più propriamente microangiopatia, sebbene anche i vasi di calibro più grande possono essere colpiti.

La retinopatia diabetica è perciò una manifestazione localizzata, oculare, della malattia diabetica. La retinopatia diabetica è la vasculopatia dei capillari retinici e si sviluppa attraverso varie fasi.
La patogenesi della retinopatia diabetica riconosce le alterazioni della parete vasale (ispessimento ella membrana basale, alterazione delle connessioni fra le cellule endoteliali ed alterazione dei periciti) e cambiamenti ematologici (aumento dell’aggregazione piastrinica e della viscosità ematica) che comportano dei fenomeni di occlusione microvascolare e di alterata permeabilità vascolare.
Nelle fasi iniziali a livello della parete dei capillari si formano delle zone di indebolimento, di sfiancamento della parete vasale , dette microaneurismi. A livello dei microaneurismi si può verificare la trasudazione della parte liquida del sangue, causando l’ispessimento della retina, noto come edema retinico. Quando invece trasudano i componenti plasmatici si formano a livello della retina dei piccoli accumuli giallastri, contenenti lipidi e colesterolo, noti come essudati duri. In altri  i capillari si  possono rompere causando emorragie nella retina o nel corpo vitreo, all’interno del globo oculare.

Quando la parete dei  capillari diventa troppo spessa può causare occlusione, interrompendo il flusso ematico, necessario per portare nei vari distretti retinici l’ossigeno  e le varie sostanze necessarie al metabolismo cellulare. In questo caso circostanza si  osservano zone di sofferenza retinica biancastre con l’aspetto di fiocchi di cotone, dette “essudati cotonosi” o “aree ischemiche”. Come conseguenza della chiusura di alcuni capillari, le zone contigue cercano di compensare la mancanza di sostanze nutritizie producendo nuovi capillari.
Questo fenomeno detto  “neovascolarizzazione” e rappresenta  un reale  pericolo in quanto questi capillari, prodotti in modo veloce e disordinato, sono anormali e possono facilmente rompersi causando ulteriori emorragie.

La retinopatia diabetica viene classicamente suddivisa in tre tipi principali:

    1. Retinopatia diabetica non proliferativa: si verifica quando sono presenti perdite di sostanze dai capillari, anche sufficienti a causare edema maculare, piccole emorragie e zone di capillari occlusi.
    2. Retinopatia diabetica preproliferante:quando sono presenti segni di imminente malattia proliferante, caratterizzata da progressiva ischemia retinica.
    3. Retinopatia diabetica proliferativa: è caratterizzata nello stadio iniziale da occlusione dei capillari con macchie retiniche a fiocco di cotone. Nella fase proliferativa vera e propria i capillari anormali si sviluppano, stimolati dalla occlusione dei piccoli vasi retinici.

Le complicanze gravi della retinopatia diabetica sono rappresentate da:

  1. Emorragie vitreali e preretiniche , dovute alla rottura dei neovasi, che provacano una brusca riduzione della capacità visiva, tendono con il tempo a riassorbirsi , ma in particolare nei giovani recidivano con facilità.
  2. Distacco di retina, di tipo trazionale , dovuto alla trazione esercitata sulla retina dalle membrane neovascolari  della retinopatia diabetica.La riparazione di questo distacco di retina necessita di un’operazione chiamata “vitrectomia”.

Altri problemi oculari

Le persone affette da diabete possono sviluppare una cataratta, cioè una opacità del cristallino, più precocemente rispetto ad altri individui della stessa età. La presenza di una retinopatia diabetica può richiedere particolari accorgimenti in caso di intervento di cataratta e, purtroppo, la sua presenza può rendere meno efficace questa chirurgia. In altri casi, invece, l’estrazione della cataratta viene indicato proprio per poter  osservare la retina, valutare e trattare  la retinopatia diabetica.

I sintomi della retinopatia diabetica

I sintomi che vengono riferiti dai pazienti , sono variabili e dipendenti dalla sede della lesione.
La retinopatia diabetica è purtroppo una patologia subdola, in quanto le lesioni iniziali non danno generalmente sintomi per un periodo di tempo variabile da soggetto a soggetto, poiché sono localizzate  nelle aree  medio-periferiche della retina; con il progredire delle lesioni il soggetto nota delle “mosche volanti” e degli annebbiamenti. Successivamente se la retinopatia diabetica non viene diagnosticata e curata, si manifesteranno i disturbi visivi poiché  le alterazioni vascolari hanno coinvolto la parte centrale della retina ed hanno quindi raggiunto una certa estensione, causando una riduzione della capacità visiva e visione distorta. Bruschi cali della vista possono essere causati da  emorragie intraoculare (emovitreo), oppure alla occlusione di un grosso vaso (trombosi), che blocca più o meno completamente il flusso di sangue nella retina.

 

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